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Le Mie parole non passeranno.
Lc 21, 29-33

Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Guardate il fico e tutte le piante; quando già germogliano, guardandoli capite da voi stessi che ormai l'estate è vicina. 
Così pure, quando voi vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. 
In verità vi dico: non passerà questa generazione finché tutto ciò sia avvenuto. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno». 

 

A questi versetti di Luca non venne quasi mai dato un valore apocalittico universale perché seguono direttamente la predizione di Gerusalemme. Ma ci si rende conto che i due eventi sono distinti e che in origine dovevano essere separati e solo poi, con le ripetute copiature, sono finiti vicini.  Il Vangelo di Matteo (24,29-35) ci riporta queste parole di Gesù: “...dopo la tribolazione di quei giorni il sole si oscurerà, e la luna non darà più la sua luce, e cadranno dal cielo le stelle (rocce catapultate e rese incandescenti dall’attrito dell’atmosfera) ... e piangeranno tutte le tribù della terra... In verità vi dico: non passerà questa generazione (la generazione dei figli degli uomini sempre in contrapposizione alla generazione dei Figli puri di Dio) che non siano adempiute tutte queste cose. Il cielo e la Terra passeranno (si chiuderà un’epoca), ma le Mie parole non passeranno mai (cioè sono verità assolute)...”.

Cercare di capire  se siamo destinati ad assistere come attori o meri spettatori ai futuri segni della Potenza di Dio dipende solo da noi. Le Parole del Signore, comprese le Se promesse, non rimarranno parole vuote.  Gesù afferma il sicuro adempimento delle sue parole. Ci esorta quindi ad essere avveduti ed attenti, ma anche a non lasciarci abbattere dalle circostanze avverse.

Noi non possiamo cambiare il mondo, solo Dio può farlo, ma quello che Lui ci ha chiesto è di glorificarlo obbedendo alla Sua Parola e comunicarla ad altri nel suo amore. Il valore di noi tutti come persone è legato alla nostra relazione con Lui ed al fatto che se Lo amiamo saremo con Lui al Suo ritorno.

Il capitolo termina facendo menzione alla gente che si alzava presto per andarLo ad ascoltare; questo perché le Sue parole, pur essendo dure, avevano in sé la speranza.