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MESSAGGI DI GESU'

Egli si addosserà le loro iniquità.
Is 53, 10-11
Dal libro del profeta Isaia

 

Al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.
Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione,
vedrà una discendenza, vivrà a lungo,
si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.
Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce
e si sazierà della sua conoscenza;
il giusto mio servo giustificherà molti,
egli si addosserà le loro iniquità.

 

Gesù è’ entrato nel suo Regno, quando ha compiuto l’Opera di Redenzione. Viveva come Uomo in mezzo agli uomini, li istruiva come Dio, operava Miracoli come Dio ed è morto nuovamente la morte sulla Croce come Uomo. Questo è un mistero, che a noi uomini non è facile da svelare, finché non sappiamo nulla del percorso del divenire di ogni singolo uomo, finché non abbiamo riconosciuto il senso e lo scopo della nostra vita terrena e non comprendiamo il procedimento della divinizzazione di un uomo.

 

L’uomo come tale è quindi ancora legato alla materia, sia secondo il suo corpo come anche relativamente ai suoi pensieri, finché questi non si distolgono dal mondo e si rivolgono a Dio. E fino ad allora non comprenderà nemmeno il Mistero di Gesù – Uomo e Figlio di Dio insieme e non avrà nessuna comprensione per la spiegazione data in tutta la verità. Ma può comunque esserne istruito, affinché lo spirituale in lui si cominci a muovere e gli venga data l’occasione di svilupparsi.

 

Sulla Terra il Signore ha agito come Dio e sofferto come Uomo, perché la Divinità in Lui non poteva soffrire, quindi l’Opera di Redenzione doveva essere compiuta per l’intera umanità da un Uomo, se doveva essere a favore dell’intera umanità. E queste sofferenze erano e dovevano essere così indicibilmente grandi, affinché portassero davanti agli occhi dell’umanità la grandezza della loro colpa, affinché l’Opera di Redenzione non venisse valutata troppo scarsa, anche quando gli uomini credevano nel divino Redentore Gesù Cristo.

 

Un uomo non può misurare i tormenti e sofferenze del percorso della Croce fatto da Gesù, gli scomparirebbero i sensi, se potesse soltanto acquisire un giusto concetto di questo, perché superava la forza umana e ciononostante l’ha sopportato come Uomo.

 

Solo una minima parte di queste sofferenze sarebbe bastata per far cessare la vita di un uomo, perché Gesù le percepiva ancora più profondamente che un uomo normale. Ma il Suo Corpo a causa della sua spiritualizzazione era immensamente forte nella volontà ed ha perciò preso su di sé tutto ciò che poteva contribuire alla liberazione dell’umanità dalla sua immensa colpa di peccato.

 

Ha percorso coscientemente la via della Croce, ha preso coscientemente su di Sé la morte sulla Croce. Cosa significhi questo noi uomini non lo possiamo misurare. Gesù voleva soffrire, per redimere gli uomini. Perciò nulla Gli rimase risparmiato, la descrizione più terrificante delle Sue sofferenze e tormenti non basterebbe minimamente, per poterli immaginare.

 

Perciò la Divinità doveva uscire da Gesù, dall’Uomo Gesù per lasciar a Lui Solo il compimento dell’Opera. Perciò è preceduta anche una terribile lotta, che l’Uomo Gesù doveva prima condurre a termine, per metterSi al di fuori della Divinità che dimorava in Lui e di rimanere forte. L’Uomo Gesù sofferse inimmaginabilmente, e questo soltanto per Amore per l’umanità, che era nella più grande miseria spirituale. E per via di questo ultragrande Amore Dio Padre ha accettato il Sacrificio, altrimenti non avrebbe mai e poi mai lasciato soffrire così un essere, che era totalmente senza colpa e che Gli stava così vicino.

 

Dio Padre ha accettato il Sacrificio ed ha  consegnato l’Uomo Gesù nelle mani dei suoi nemici e carnefici, perché l’Opera, che Egli ha compiuto, valeva per tutta l’Eternità, significava la Redenzione per tutto lo spirituale infelice, che deve ritrovare la via del ritorno nella Casa del Padre. L’Anima dell’Uomo Gesù ha riconosciuto tutto questo ed era pronta come Essere spirituale per ogni Espiazione, per ogni Aiuto, che poteva prestare per lo spirituale non redento. Ma un tale Sacrificio lo doveva portare un Uomo, che camminava sulla Terra nella stessa debolezza, per mostrare agli uomini una via percorribile verso Dio, verso il loro Padre dall’Eternità. Perciò Si è incorporato un Essere di Luce più sublime come Uomo ed ha portato come Uomo con tutte le debolezze ed errori sulla Terra la dimostrazione, che si può raggiungere, attraverso una volontà usata bene ed una vita nell’amore disinteressato per il prossimo, già sulla Terra una unione dello spirito con Dio, lo Spirito del Padre dall’Eternità, e che questa unione procura all’uomo una ultramisura di Forza, che quindi l’uomo in unione con Dio è in grado di operare dei Miracoli, che può penetrare nella Sapienza più profonda, che sa tutto sulla Terra e nel Regno spirituale e che può spiritualizzare totalmente se stesso, il suo corpo la sua anima sulla Terra, tramite l’amore. Solo un uomo doveva e poteva portare questa dimostrazione, altrimenti l’umanità non avrebbe percorso la stessa via che conduce alla meta, a Dio nella Casa del Padre.

 

Malgrado ciò, gli uomini erano troppo deboli senza l’Aiuto, appunto perché a loro mancava la volontà per l’amore. E Gesù sapeva di questa debolezza della volontà come conseguenza del peccato di una volta e voleva aiutarli ad una volontà fortificata.

 

Dio Padre era bensì in Lui, nell’Uomo Gesù, ma non ha influenzato la Sua Volontà; Lui agiva e pensava come Uomo ed ha attirato il Padre comunque in tutta la Pienezza nel Suo Cuore, perché l’Essere primordiale del Padre è Amore, ed l’ultragrande Amore di Gesù stabiliva l’unificazione con Dio Padre. Egli E’ diventato Uno con il Padre. L’Uomo Gesù ha subito bensì sulla Terra la cosa più amara, ma tramite il Suo Amore ha conquistato la cosa più sublime. Egli discese come alto Essere di Luce sulla Terra e ritornava di nuovo come Dio nel Regno di Luce, perché Lui E’ totalmente fuso con il Padre tramite l’Amore, e ora Dio Padre è diventato visibile per noi uomini come il Salvatore Gesù Cristo, cosi che ora può anche entrare in contatto con ognuno di noi tramite Gesù Cristo, perché Lui ha espiato per noi la colpa di peccato con la Sua morte sulla Croce, con le Sue indescrivibili sofferenze, perché il Suo Amore per noi era ultragrande.